Defezione corruzione, Qatar offre stipendio


Syrian envoy to Mauritania rejects Qatar’s offer to defect – Defezione per corruzione: Qatar offre stipendio di $ 20.000 ad ambasciatori siriani


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Syrian envoy to Mauritania rejects Qatar’s offer to defect

Syrian Ambassador to Nouakchott Hamad Seed Albni has rejected an offer by Qatar’s Embassy in Mauritania to defect from the government of Syrian President Bashar al-Assad in return for certain incentives.
Qatar’s ambassador to Mauritania proposed his Syrian counterpart in Nouakchott a million dollars in cash, a monthly salary of 20,000 dollars for 20 years and permanent residence in Qatari capital of Doha, the Lebanese-based Al-Manar TV reported.
The Syrian ambassador refused the offer for his defection and said it was a “blatant interference” in Syria’s affairs.
Albni warned his Qatari counterpart against the repetition of such a move.
In an exclusive interview with Press TV in July, Syria’s Parliament Speaker Mohammed Jihad al-Laham criticized Turkey, Saudi Arabia and Qatar for fueling the unrest in his country by supporting the insurgents fighting against the government.
Syria has been experiencing unrest since March 2011. Many people, including large numbers of security forces, have been killed in the unrest.
SF/HJL/MA
Published by Press TV
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Defezione in cambio di denaro: il Qatar offre uno stipendio di $ 20000 ad ambasciatori siriani

TEHERAN – L’ambasciatore siriano in Mauritania non ritorna più a casa! L’Emiro del Qatar gli ha offerto uno stipendio mensile di 20000 $ per 20 anni, un permesso di residenza permanente a Doha per la sua defezione e perché si stacchi da Bashar Assad!
Ma l’ambasciatore ha risposto di no. E davanti la sua insistenza, (quella dell’Emiro Hamad Al Thani), l’ambasciatore del Qatar, che gli aveva fatto la proposta, ha aumentato la quantità del denaro offerto e ha detto che l’emiro era disposto a pagargli un premio di milioni di dollari, oltre ai vantaggi sopracitati. Hamid Saeed al Bana ha detto ancora no e questa volta è arrabbiato ed ha ammonito l’ambasciatore del Qatar: “Si tratta del mio paese mio caro signore e vi avverto a stare molto attenti a quello che dite”. Gli ambasciatori siriani in quattro paesi, Cipro, Romania, tra gli altri hanno già senza dubbio disertato accettando questo tipo di proposta.
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First edited by Italian IRIB
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Rothschild Spa 322 NWO, AIPAC 666 parassiti usurai - è inutile che strepitate, voi dovete venire con me, nel deserto saudita, tra i rettili come voi!

my JHWH holy - io ti sono debitore del mio lavoro estenuante, per riscattare il sangue innocente di tutti i martiri innocenti, della storia di tutto il Genere Umano, e per dimostrare ai martiri, e a tutti i Popoli, che il loro sangue innocente sulla terra non è caduto inutilmente.
Ayman Al Zawahri ( che lui ha il segno di Caino shariah sulla fronte
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IL SATANISMO DELLA SHARIAH
io ho donato ad un martire cristiano pakistano 250 euro, DOVE, il Pakistan UNA RAGAZZA CRISTIANA di 14 anni è STATA STUPRATA NELLA CASERMA DELLA POLIZIA, e dove vengono calunniati ed uccisi per blasfemia, e quindi LORO NON SI RIVOLGEREBBERO MAI AGLI INQUIRENTI PAKISTANI.. Il mio amico, in realta, è stato derubato di 2000 euro, da truffatori, che con wester Union hanno preteso inoltro del denaro prima in India e poi, in Sud Africa.. inoltro di denaro, che è stato reso possibile, utilizzando unicamente un amico del Barein ... TUTTO QUESTO è AVVENUTO CON LA MILLANTATA SPERANZA di poter andare a lavorare in Canada.. ma, anche Interpol non mi ha risposto, FORSE RISPONDEREBBERO A VOI.. PER LA VOSTRA BUONA AZIONE DI PASQUA? io non ho nulla da pretendere dal vostro servizio come un atto dovuto...
di tutta questa disavventura io ho la documentazione elettronica
se, la Interpol non volesse ignorare anche il vostro impegno caritativo e oblativo..

se poi noi vogliamo mandare al diavolo il denaro di 2000 dollari circa, che è stato rubato al nosto amico pakistano, e per il quale lui si è indebitato con la sua famiglia...
 in realtà quello che è importante per lui è di venire a lavorare in Italia
per uscire dall'inferno islamico di oppressione angoscia, violazione, deprivazione, sfruttamento che sono uno stato reale di schiavitù
se, voi conoscete un posto di lavoro per lui
per realizzare questa colletta io offro 250 euro

la ideologia si serve di considerazioni storiche distorte, come "Governo Mondiale Ebraico", o come "protocolli anziani di SION" ma, la mia metafisica è così semplice e perfetta, che non ha bisogno del dato religioso o del dato storico, ECCO PERCHé IO SONO LA FRATELLANZA UNIVERSALE, io non ho bisogno di deportare le persone, di contendere sfere di influenza, perché ogni persona del pianeta ha gli stessi diritti e gli stessi doveri, quindi io rimuoverò soltanto gli impedimenti a questo diritto universale alla uguaglianza, ed al pari accesso a beni e servizi! NON SO CHE FARMENE DELLA IDEOLOGIA DELLA STORIA O DI UNA QUALCHE VISIONE RELIGIOSA DELLA VITA!

Mr. Ayman Al Zawahri SHARIAH IE, SAUDI ARABIA AGENDA - tu preferisci i confini del 1967, oppure tu preferisci avere tutta la Palestina? OK! IO TI DO TUTTA LA PALESTINA, E TU MI DAI IL DESERTO DELLA MADIANA ED IL DESERTO EGIZIANO.. perché, quando tu avrai condannato la shariah, poi, vivere con i musulmani sarà una vera felicità di amore!
e se, i Farisei Rothschild Spa, saranno costretti a ritornare.. E LORO CERTAMENTE VERRANNO, SONO COSTRETTI A VENIRE, poi, anche il "signoraggio bancario" che è il potere dei satanisti crollerà! Quindi come crollerà il califfato mondiale, poi, anche il Nuovo Ordine Mondiale crollerà, perché io sono la FRATELLANZA UNIVERSALE

Mr. Ayman Al Zawahri SHARIAH - non è con la violenza che, l'ISLAM potrà conquistare il mondo! .. tu usi una tecnica medioevale, quando non esistono più i crociati.. perché, i satanisti massoni, FARISEI USURAI VAMPIRI SPA 322 rOTHSCHILD, sono felici del lavoro di satana che tu stai facendo! MA, non è facendo il male a persone innocenti che qualcuno potrebbe sperare di entrare in Paradiso.. ecco perché Il TUO CORANO è "LA MERDA!

Mr. Ayman Al Zawahri SHARIAH - se, tu credi che facendo uccidere i martiri cristiani, tu puoi riuscire a fermare i satanisti massoni farisei bildenberg? poi, tu sei uno scemo, che lui cerca di spegnere un fuoco, utilizzando la benzina.. perché durante la guerra mondiale? non potrebbe pù esistere una proporzione quantitaiva circa il numero dei cadaveri.. e quello che tu farai? sarà quello di fare condannare l'ISLAM su tutto il pianeta!

Mr Ayman Al Zawahri SHARIAH - e che 666 youtube, lui mi ha cancellato molti video, in ShalomGerusalemme, che difendevano i palestinesi! ma, io ho fiducia che diversi video di difesa dei palestinesi devono esserci ancora

Mr Ayman Al Zawahri SHARIAH - io non ho mai condiviso nulla di ogni violenza, che i satanisti americani hanno fatto contro poveri musulmani innocenti! TU INVECE ISTIGHI AD UCCIDERE I CRISTIANI INNOCENTI, PER ESSERE TUTTI GLI ISLAMICI SULLO STESSO LIVELLO DEI FARISEI SATANISTI ENLIGHTENed, 322 BUSH E ROTHSCHILD il vampiro, I TUOI SOSTENITORI E FINANZIATORI! TU CON TUTTI GLI ISLAMICI SHARIAH? TU  SEI LA ABOMINAZIONE! ... non ci potrebbe mai essere per voi una speranza in Paradiso! Io non avrei nessun motivo di contrastare i palestinesi se la shariah fosse condannata.. perché come è documentato: da molti video in ShalomGerusalemme, io in passato, io ho sempre difeso i palestinesi!

Ayman Al Zawahri ( che lui ha il segno di Caino sulla fronte )



MARTIRI CRISTIANI:
Quella persecuzione senza fine di ANDREA T0RNIELLI
Il Giornale, 21-04-02


     Ma il saggio dell’editorialista del Giornale è anche un’inchiesta sull’attualità dimenticata delle persecuzioni anticristiane, persecuzioni di cui si parla troppo poco.

     La sua storia non è soltanto l’emblema del calvario vissuto dalla Chiesa vietnamita. Può ben essere il simbolo delle persecuzioni subite dai cristiani all’Est come all’Ovest durante il Novecento, che ha contato più martiri tra i seguaci di Gesù - c’è chi calcola addirittura siano stati 45 milioni - di quanti ne siano stati uccisi in tutti i secoli precedenti.

Francois-Xavier Nguyen Van Thuan, oggi cardinale, era vescovo di Saigon quel 18 agosto 1975, quando le milizie comuniste vietcong lo sbatterono in prigione per tredici anni, nove dei quali in isolamento.

Raccontando oggi quell’incubo - scrive Antonio Socci, nel libro fresco di stampa Intitolato I nuovi perseguitati.

Indagine sull’intolleraza anticristiana nel nuovo secolo del martirio (Piemme, pagg, 159, euro 8,90) - ricorda l’enorme smarrimento dell’inizio, i lunghi momenti in cui credeva di impazzire.

NON SERVE ASPETTARE

Finché capì che era per lui distruttivo rifiutare quella condizione aspettando un cambiamento che non sarebbe arrivato: "Occorre afferrare l’oggi colmandolo d’amore".

Poco a poco, quel buio inferno del carcere diventa un monastero, dove Van Thuan prega per suoi fedeli, per i suoi carcerieri, per la Chiesa e per il mondo, offrendo quella sua condizione anche attraverso la messa.

Consacra tenendo tre gocce di vino e una d’acqua nel palmo della mano, custodisce i pezzetti di pane in una scatola di sigarette.

      "A poco a poco - racconta Socci - i compagni di prigionia sono conquistati da quest’uomo, partecipano alla messa, fanno con lui dei turni di adorazione.

     Van Thuan arriva a ordinare sei preti in carcere. E non dimentica quelli che stanno fuori facendo arrivare loro delle lettere che scrive con mezzi di fortuna.

     Anche grazie alla collaborazione dei carcerieri, all’inizio spietati, alcuni dei quali, a poco a poco, si convertono".

     Dirà il vescovo perseguitato: "Ho potuto vivere in mezzo a difficoltà quasi insopportabili, nella gioia di Cristo risorto, nel perdono, nell’amore, nell’unità.

     E questo ha cambiato i miei carcerieri che sono diventati miei amici.
 Ancora oggi, il cardinale vietnamita porta una croce e una catena costruita con pezzetti di legno e filo elettrico grazie all’aiuto dei suoi carcerieri.

Il libro di Socci è innanzitutto un saggio di storia.

Molto interessante - per esempio - l'analisi sulla diffusione del cristianesimo nel primi secoli che dimostra come il suo espandersi esponenziale non sia stato dovuto all’appoggio di Costantino: l’imperatore fu invece costretto a prendere atto di questa massiccia e inspiegabile crescita.

Il rapporto causa-effetto, insomma, fu esattamente l’opposto di quanto si pensa.




 

 La strage di cristiani in Pakistan



Uno scontro dentro l’Islam



"Allah Akbar" per alcuni significa Dio è grande, ma per altri, i "guerrieri di Dio, come suona il titolo di un libro di Elena Doni (Rizzoli), significa semplicemente “all’attaco!”, un grido di guerra.

Così come il jihad, che per alcuni indica la "via nel cammino di Dio", lo sforzo per essere dei veri credenti e osservanti, per altri significa prevalentemente lotta contro i nemici dell’Islam. Quanti siano gli uni e quanti gli altri, nel multiforme universo musulmano, nessuno può dirlo.

Non esiste un’autorità universale capace di dare direttive univoche. Questo produce disorientamento, pericolo di generalizzazioni in un senso o in un altro e sospetti invincibili.

Il tragico 11 settembre ha scatenato sedimentati risentimenti e materializzato in atti violenti il disprezzo e i pregiudizi anticristiani da una parte e antislamici dall’altra.

L’identificazione di cristianesimo con mondo occidentale, la confusione tra guerra anti-terrorismo americana e crociata perdurano e sono riportati in vita in questo triste periodo di storia.

In Pakistan, nella città di Bahawalpur, una piccola chiesa cattolica condivisa da una comunità evangelica, viene attaccata da un gruppo denominato Jamat Ulema Islam, composto da islamismi integralisti fanatici e rimangono a terra venti persone, bambini e donne, vittime innocenti. Innocenti sì, ma non inconsapevoli, sapendo che da tempo si sentivano chiusi in un ghetto controllato e minacciato.

Molti musulmani pakistani si sono schierati dalla parte dei cristiani ed hanno condannato l’atto terroristico e il governo si è impegnato a punire i colpevoli. Prima ancora di essere contro i cristiani questi gruppi estremisti sono contro una parte della loro stessa società.
Il mondo che si riferisce alla religione musulmana sta attraversando un periodo decisivo di trasformazione nel confronto con la modernità che assume sempre di più un'ampiezza globale e si trova ad un bivio.

 Modernizzare l’Islam o islamizzare il mondo moderno.

E’ uno scontro di civiltà, che ha luogo all’interno dell’Harb - al Islam (la terra dell’Islam) stessa. In questo contesto sono da porre gli scatti d’ira e le violenze di chi ha paura di perdere la propria identità.

I cristiani non possono dimenticare di essere stati tali anche in tempo di persecuzione e in situazioni di sofferenza e il mondo occidentale non può esimersi dal dare il meglio di sé offrendo esempi di dignitosa umanità e una cultura di pace, in cui il grido "Dio è grande" abbia un significato solo religioso e pacifico simile a quell’annuncio evangelico "gloria a Dio e pace agli uomini".

Piangiamo i nostri martiri cristiani e piangiamo anche il baratro morale, spirituale e culturale in cui si trovano i terroristi che uccidono senza capire che le loro vittime in realtà erano i loro migliori amici, capaci di amare anche i nemici e di mettersi al servizio anche dei malfattori, avendo ricevuto il comando di non rispondere al male con il male e ad essere sempre pronti a dare ragione della speranza che è in loro.

La cristianità mondiale a sua volta ha il dovere di aiutare e proteggere le minoranze cristiane che vivono nel pericolo e nella precarietà, in situazioni dove mancano garanzie giuridiche di esistenza e privati della libertà di testimoniare pubblicamente la loro fede.

Così come nei paesi occidentali devono esserci (e in gran parte ci sono) garanzie giuridiche di vita per le minoranze etniche e religiose, sempre nel rispetto dei diritti fondamentali degli uomini.

Elio Bromuri 
AGGIORNAMENTO 7/3/2002




 La strage di cristiani in Pakistan

Uno scontro dentro l’Islam


     "Allah Akbar" per alcuni significa Dio è grande, ma per altri, i "guerrieri di Dio, come suona il titolo di un libro di Elena Doni (Rizzoli), significa semplicemente “all’attaco!”, un grido di guerra.

     Così come il jihad, che per alcuni indica la "via nel cammino di Dio", lo sforzo per essere dei veri credenti e osservanti, per altri significa prevalentemente lotta contro i nemici dell’Islam.

Quanti siano gli uni e quanti gli altri, nel multiforme universo musulmano, nessuno può dirlo. Non esiste un’autorità universale capace di dare direttive univoche.

     Questo produce disorientamento, pericolo di generalizzazioni in un senso o in un altro e sospetti invincibili.

Il tragico 11 settembre ha scatenato sedimentati risentimenti e materializzato in atti violenti il disprezzo e i pregiudizi anticristiani da una parte e antislamici dall’altra.

     L’identificazione di cristianesimo con mondo occidentale, la confusione tra guerra anti-terrorismo americana e crociata perdurano e sono riportati in vita in questo triste periodo di storia.

     In Pakistan, nella città di Bahawalpur, una piccola chiesa cattolica condivisa da una comunità evangelica, viene attaccata da un gruppo denominato Jamat Ulema Islam, composto da islamismi integralisti fanatici e rimangono a terra venti persone, bambini e donne, vittime innocenti.

     Innocenti sì, ma non inconsapevoli, sapendo che da tempo si sentivano chiusi in un ghetto controllato e minacciato.

     Molti musulmani pakistani si sono schierati dalla parte dei cristiani ed hanno condannato l’atto terroristico e il governo si è impegnato a punire i colpevoli.

Prima ancora di essere contro i cristiani questi gruppi estremisti sono contro una parte della loro stessa società.

     Il mondo che si riferisce alla religione musulmana sta attraversando un periodo decisivo di trasformazione nel confronto con la modernità che assume sempre di più un'ampiezza globale e si trova ad un bivio.

     Modernizzare l’Islam o islamizzare il mondo moderno. E’ uno scontro di civiltà, che ha luogo all’interno dell’Harb - al Islam (la terra dell’Islam) stessa.
     In questo contesto sono da porre gli scatti d’ira e le violenze di chi ha paura di perdere la propria identità.

     I cristiani non possono dimenticare di essere stati tali anche in tempo di persecuzione e in situazioni di sofferenza e il mondo occidentale non può esimersi dal dare il meglio di sé offrendo esempi di dignitosa umanità e una cultura di pace, in cui il grido "Dio è grande" abbia un significato solo religioso e pacifico simile a quell’annuncio evangelico "gloria a Dio e pace agli uomini".

     Piangiamo i nostri martiri cristiani e piangiamo anche il baratro morale, spirituale e culturale in cui si trovano i terroristi che uccidono senza capire che le loro vittime in realtà erano i loro migliori amici, capaci di amare anche i nemici e di mettersi al servizio anche dei malfattori, avendo ricevuto il comando di non rispondere al male con il male e ad essere sempre pronti a dare ragione della speranza che è in loro.
     La cristianità mondiale a sua volta ha il dovere di aiutare e proteggere le minoranze cristiane che vivono nel pericolo e nella precarietà, in situazioni dove mancano garanzie giuridiche di esistenza e privati della libertà di testimoniare pubblicamente la loro fede.

Così come nei paesi occidentali devono esserci (e in gran parte ci sono) garanzie giuridiche di vita per le minoranze etniche e religiose, sempre nel rispetto dei diritti fondamentali degli uomini.

Elio Bromuri  AGGIORNAMENTO 7/3/2002