Nigeria, Kenya, Repubblica Democratica del Congo, Mali




























28/01/2013 14:35
ITALIA – ASIA
Card. Bagnasco: Sgomento per le persecuzioni dei cristiani in Asia
Il presidente della Cei apre i lavori del Consiglio permanente denunciando i “furori intolleranti” nei confronti dei cristiani in Asia e in Africa del Nord, dove ai fedeli “non è consentito alcun segno di appartenenza religiosa”. Un colpo all’Occidente “che proclama sì i diritti umani ma poi sembra volerli applicare ed esigere con pesi e misure diverse” e un invito alle parrocchie: “Coltiviamo la memoria dei nostri fratelli perseguitati, rivitalizzerà anche la nostra fede”.


Roma (AsiaNews) - La persecuzione dei cristiani in Asia e nel mondo "crea sgomento in tutta la Chiesa. In troppi Paesi ai cristiani non è consentito alcun segno di appartenenza religiosa, salvo mimetizzarsi, nascondersi, dislocarsi. Gli esperti parlano complessivamente di oltre centomila cristiani delle varie confessioni uccisi nel 2012. Una cifra spaventosa, che non può lasciar indifferente nessuno - singoli e istituzioni - tanto meno in nome di interessi economici e politici". A parlare è il cardinal Angelo Bagnasco in occasione della prolusione al Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana, di cui è presidente.
Oltre ai consueti richiami riguardo la vita politica, economia e sociale italiana - richiami presenti anche nel libro "La porta stretta" (edizioni Cantagalli), presentato lo scorso 24 gennaio a Roma insieme al Segretario di Stato vaticano cardinal Bertone - l'arcivescovo di Genova dedica un lungo passaggio alla persecuzione dei cristiani in Asia: "I fronti di crisi che più ci sgomentano, all'inizio di questo anno che ancora una volta il Papa ha voluto inaugurare nel segno della Pace, sono le situazioni di persecuzione in cui si trovano i cristiani, situazioni che in buona parte coincidono con i conflitti aperti in diverse nazioni, ma in parte si sviluppano anche là dove apparentemente non dovrebbero esserci motivi di tensione".
Oltre ai luoghi ormai noti, dice ancora il presule, "emergono in Asia nazionalismi razziali che suscitano periodicamente furori intolleranti sotto gli occhi distratti dell'Occidente, che proclama sì i diritti umani ma poi sembra volerli applicare ed esigere con pesi e misure diverse. Bisogna aggiungere le frontiere incresciose dell'Africa: Nigeria, Kenya, Repubblica Democratica del Congo, Mali, in cui le ragioni degli attacchi si mescolano e i motivi pubblici delle violenze sembrano voler identificare il cristianesimo con il mondo occidentale. Eppure il Vangelo, ovunque si incultura, si fa costantemente accompagnare da esperienze di soccorso alle popolazioni, spesso le uniche riscontrabili in loco".
Poi, sottolinea l'arcivescovo di Genova, "ci sono le migrazioni etniche basate sempre sul fattore religioso, per cui i cittadini che professano il cristianesimo - religione che magari è storicamente la più radicata in quell'ambito geografico - debbono andarsene lasciando tutto quello di cui era fatta la loro esistenza, e ciò per non abiurare la fede. Dietro i sommovimenti avvenuti di recente nel Nord Africa, emergono inquietanti tentativi di ulteriore discriminazione, e in troppi Paesi ai cristiani non è consentito alcun segno di appartenenza religiosa, salvo mimetizzarsi, nascondersi, dislocarsi".
Gli esperti parlano complessivamente "di oltre centomila cristiani delle varie confessioni uccisi nel 2012. Una cifra spaventosa, che non può lasciar indifferente nessuno - singoli e istituzioni - tanto meno in nome di interessi economici e politici. Quanti soffrono e muoiono per Cristo lo fanno anche per noi, e noi li sentiamo nostri fratelli nonostante qualsiasi distanza. Nell'economia misteriosa attraverso cui si intesse concretamente il regno di Dio sulla terra, è la comunione con queste situazioni di martirio che dà verità e vigore al nostro lavoro pastorale, impegnato oggi nella rievangelizzazione delle terre che hanno da tempo conosciuto il Vangelo".
In conclusione, il cardinal Bagnasco lancia un invito rivolto soprattutto all'Occidente: "Se le nostre parrocchie tenessero viva, anzi alimentassero, una sistematica memoria dei fratelli che nel mondo sono perseguitati, anche la locale vitalità della fede ne sarebbe rimotivata. Chi infatti, se non costoro, possono darci ragioni e convinzioni di slancio autentico?".

  • JewsxMessiahUniusRei
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    [Cina - Diaoyu/Senkaku, Giappone ...] 2013/01/29. 日本. 日本首次将基督教遗址纳入申遗名单提交联合国教科文组织. 日本长崎县和熊本县政府联合向文部科学相提交十三处"人类文化遗产"名单。其中包括了著名的、被教宗比约九世誉为"东方奇迹"的大浦主教座堂以及多处基督 徒殉道纪念遗址。历史上,日本的福传事业遭遇了最为严酷的迫害. 长崎(亚洲新闻/通讯社)-日本政府历史上首次考虑将国内基督教遗址纳入名单,向联合国教科文组织申报世界文化遗产。长崎县和熊本县政府向文部科学相下村 博文递交了一份十三处申请"人类文化遗产"名单。下个月,东京将正式向联合国教科文组织提出申遗,预计将于九月获悉结果 上述十三处地址几乎全部是基督教在日本发展历史的遗址。其中首推巴黎外方传教会两位传教士于一八六四年创建的、
  • JewsxMessiahUniusRei
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    [Cina - Diaoyu/Senkaku, Giappone ...]专门纪念二十六名殉道基督徒的著名大浦天主教主教座堂。 五九七年,这九名欧洲人和十六名日本人被当时的日本皇帝丰臣秀吉下令钉死在十字架上。这座圣堂也是日本的第一座西方式建筑、一九三三年被指定为"国宝" 圣堂建成后,部分村民找到参与建造的传教士询问是否可以进入"敬礼玛丽亚"。由此,传教士发现了这些遗留下来的首批日本基督徒的后裔。因为丰臣秀吉发起的 教难,令他们被迫隐姓埋名。随后,几万地下教友来到圣堂、恢复了信仰生活。教宗比约九世闻讯后,盛赞这是"东方的奇迹". 除大浦主教座堂外,长崎和熊本县政府还要求将其它基督徒殉道处、十六世纪日本基督徒逃难的地下墓穴申遗。事实上,长崎是日本福传的发源地。但因德川幕府的 迫害,遭禁二百五十年。

2013/01/29 14:30
日本
日本首次将基督教遗址纳入申遗名单提交联合国教科文组织
日本长崎县和熊本县政府联合向文部科学相提交十三处"人类文化遗产"名单。其中包括了著名的、被教宗比约九世誉为"东方奇迹"的大浦主教座堂以及多处基督徒殉道纪念遗址。历史上,日本的福传事业遭遇了最为严酷的迫害


长崎(亚洲新闻/通讯社)-日本政府历史上首次考虑将国内基督教遗址纳入名单,向联合国教科文组织申报世界文化遗产。长崎县和熊本县政府向文部科学相下村博文递交了一份十三处申请"人类文化遗产"名单。下个月,东京将正式向联合国教科文组织提出申遗,预计将于九月获悉结果。
            上述十三处地址几乎全部是基督教在日本发展历史的遗址。其中首推巴黎外方传教会两位传教士于一八六四年创建的、专门纪念二十六名殉道基督徒的著名大浦天主 教主教座堂。一五九七年,这九名欧洲人和十六名日本人被当时的日本皇帝丰臣秀吉下令钉死在十字架上。这座圣堂也是日本的第一座西方式建筑、一九三三年被指 定为"国宝"。
            圣堂建成后,部分村民找到参与建造的传教士询问是否可以进入"敬礼玛丽亚"。由此,传教士发现了这些遗留下来的首批日本基督徒的后裔。因为丰臣秀吉发起的 教难,令他们被迫隐姓埋名。随后,几万地下教友来到圣堂、恢复了信仰生活。教宗比约九世闻讯后,盛赞这是"东方的奇迹"。
            除大浦主教座堂外,长崎和熊本县政府还要求将其它基督徒殉道处、十六世纪日本基督徒逃难的地下墓穴申遗。事实上,长崎是日本福传的发源地。但因德川幕府的迫害,遭禁二百五十年。


01/29/2013 14:31
JAPAN
For the first time, Japan to ask UNESCO to honour Christian sites
Nagasaki and Kumamoto prefectures ask Culture Minister Hakubun Shimomura to submit a list of 13 Christian locations as World Heritage Sites, including Oura Cathedral, Pius IX's 'miracle of the Orient', and various places where Christians met martyrdom. Evangelisation in Japan was subjected to one of the harshest repressions in history.


Nagasaki (AsiaNews) - For the first time in the country's history, the Japanese government plans to recommend a group of Christian locations for inclusion in the list of UNESCO World Heritage sites. Nagasaki and Kumamoto prefectures on Tuesday submitted a draft proposal to Culture minister Hakubun Shimomura with 13 sites for consideration by the United Nations agency, which is expected to begin deliberating next year if it receives a recommendation by September.
The 13 sites include Nagasaki's Oura Cathedral, built by two French missionaries from the Société des Missions Étrangères in 1864 to honour 26 Christian martyrs, nine European and 16 Japanese crucified in 1597 on the order of Toyotomi Hideyoshi. The building itself was declared a 'national treasure' in 1933, the first Western-styled structure to be so recognised.
After its inauguration, people from the village of Urakami asked Fr Petitjean, one of the two missionaries who built the church, if they could go inside to "greet Mary". The Frenchman thus discovered that they were Kakure Kirishitans, descendants of the first Japanese Christians who went underground as a result of imperial persecution.
Tens of thousands of underground Christians followed this first group, visiting the cathedral and openly practicing their Christian faith. Told about it, Pope Pius IX called the event "a miracle of the Orient".
In addition to the cathedral, local authorities also other sites recognised, including places where Japanese Christians were martyred and some catacombs where they sought refuge during the period of persecution.
Nagasaki was the point of entry for Japan's evangelisation. Early Christians were eventually forced to go underground for about 250 years after the Tokugawa shogunate imposed a ban.

29/01/2013 10:24
GIAPPONE
Per la prima volta, il Sol Levante propone all’Unesco di onorare i luoghi cristiani
I governatori delle Prefetture di Nagasaki e Kumamoto hanno presentato al ministro della Cultura Hakubun Shimomura una lista di 13 siti da presentare come “patrimonio dell’umanità”. Fra questi spiccano la cattedrale di Oura – il “miracolo d’Oriente” di Pio IX – e diversi siti di martirio. Nel Paese l’evangelizzazione ha subìto una delle persecuzioni più dure della storia.


Nagasaki (AsiaNews) - Per la prima volta nella sua storia, il governo giapponese sta considerando l'idea di proporre all'Unesco i luoghi storici della presenza cristiana nel Paese per farli inserire nella lista dei "capolavori del patrimonio artistico dell'umanità". I governatori delle Prefetture di Nagasaki e Kumamoto hanno presentato al ministro della Cultura Hakubun Shimomura una lista di 13 siti che Tokyo dovrebbe presentare il prossimo mese all'organismo internazionale. La proposta formale deve avvenire entro settembre.
Dei 13 luoghi, quasi la metà riguarda la presenza cristiana nel Paese. Spicca la cattedrale di Oura a Nagasaki, costruita da due missionari francesi della Società delle missioni estere nel 1864 per onorare i 26 martiri cristiani - 9 europei e 16 giapponesi - che erano stati crocifissi in quel luogo nel 1597 per ordine di Toyotomi Hideyoshi. L'edificio è il primo di struttura occidentale costruito nel Paese e nel 1933 è stato dichiarato "tesoro nazionale".
Dopo l'inaugurazione, un gruppo di persone provenienti dal villaggio di Urakami chiese a p. Petitjean - uno dei due missionari costruttori - di poter entrare nella chiesa per "poter salutare Maria". Il sacerdote venne così a scoprire che erano Kakure Kirishitans, discendenti dei primi cristiani giapponesi costretti all'anonimato a causa della persecuzione imperiale. Dopo questo primo gruppo, decine di migliaia di cristiani sotterranei vennero nella cattedrale e ripresero la pratica cristiana: papa Pio IX, informato dell'avvenimento, parlò di "miracolo dell'Oriente".
Oltre alla cattedrale, i governi locali hanno proposto anche alcuni siti di martirio e una parte delle catacombe in cui i cristiani nipponici del XVI secolo cercarono rifugio dalla caccia lanciato contro di loro dalla corte di Tokyo. Nagasaki è infatti il punto di partenza dell'evangelizzazione del Giappone, che venne respinta con forza dallo shogunato di Tokugawa e costretta al bando per 250 anni.