sussidi alle madri lavoratrici





































i Io amo l'Italia: Scrivete alle televisioni: Magdi Cristiano ha diritto a partecipare ai confronti tra i candidati alla guida del Governo

 
 Magdi Cristiano Allam
Presidente Io amo l'Italia
Io amo l’Italia
si prepara a governare
la nuova Italia
di valori, regole, bene comune
Punti qualificanti
del Programma politico
per vincere le Elezioni
del Parlamento nel 2013
Conferenza stampa
Milano, giovedì 7 maggio 2012, ore 17
Sala Convegni “Verità e Libertà”, via Benedetto Marcello 26 Ingresso libero.
Per accreditarsi: E-mail: segreteria@ioamolitalia.it
Telefoni: 335.234430; 348.6584001; 02-87078430

I punti qualificanti del Programma politico
1. Riscatto della sovranità monetaria dell'Italia
• Lo Stato italiano si attribuisce la prerogativa di emettere la nuova Lira, determinando autonomamente, in base all’interesse nazionale, il
volume del conio, i rapporti di cambio con le altre valute e la politica monetaria
• Il riscatto della sovranità monetaria favorisce un nuovo modello di sviluppo che abbatte drasticamente i costi dello Stato
• Riduzione significativa delle tasse, affermando il principio che le tasse si pagano una sola volta alla fonte
• Rimborsare subito agli imprenditori e ai cittadini i crediti da essi vantati verso lo Stato
• Le banche devono recuperare il legame col territorio e ritornare a svolgere la loro funzione primaria ed essenziale, cioè quella di conservare
il risparmio, farlo fruttare ed erogare finanziamenti
• Agevolare l'attività del 97% di micro, piccoli e medi imprenditori che fanno grande l'Italia
• Investire prioritariamente nella valorizzazione del patrimonio artistico, storico e culturale che rappresenta il 70% di quello mondiale quale
volano per la crescita dell'insieme dei comparti dello sviluppo
2. Il Federalismo dei Comuni e la Repubblica Presidenziale
• Io amo l'Italia promuove il Federalismo dei Comuni che mette al centro la persona, la famiglia naturale e la comunità locale
• I Comuni hanno la prerogativa di valorizzare le risorse del territorio, compresa la raccolta delle tasse
• Il sindaco, scelto con il voto di preferenza, con il vincolo di mandato e la responsabilità civile e penale rispetto al suo operato, amministra
la comunità territoriale
• Nella Repubblica Presidenziale il capo dello Stato, eletto direttamente dagli italiani, incarna l'unità della Nazione, garantisce la solidarietà na-
zionale, assicura la governabilità assumendo il potere esecutivo negli ambiti che attengono all'interesse nazionale
• Eliminazione di tutte le istituzioni superflue e onerose: l'attuale Presidenza della Repubblica, il Senato della Repubblica, le Province e le
Regioni che devono essere accorpate o eliminate
• Il rapporto tra i Comuni e lo Stato, fondato sul principio di sussidiarietà, consentirà di rendere più efficienti ed economici i servizi della
Pubblica amministrazione, dall'insieme delle Attività produttive alle Infrastrutture, dall'Educazione alla Sanità, dalla Previdenza sociale allo Sport
• Il rapporto con le sovrastrutture sovranazionali, quali Unione Europea, Consiglio d'Europa, Nazioni Unite e altri organismi internazionali, si
configura come una partecipazione alla realizzazione del bene comune da parte di istituzioni complementari e di indirizzo generale, non
invasive e impositive, qual è invece oggi l'Unione Europea che sta progressivamente assorbendo, complice la nostra classe politica, la quasi
totalità della nostra sovranità nazionale, imponendoci l'80% delle leggi nazionali che sono la semplice trasposizione di direttive e risoluzioni
impregnate di relativismo, materialismo, buonismo, soggettivismo giuridico, multiculturalismo e islamicamente corretto
3. La legittimità del primato dell'interesse nazionale degli italiani
• In seno alla nuova Italia di valori, regole, bene comune, Io amo l'Italia promuove una società che vuole essere accogliente salvaguardando
la nostra civiltà, in un contesto che è globalmente plurale sul piano etnico, confessionale e culturale
• Gli italiani hanno il diritto e il dovere di essere autenticamente e pienamente se stessi nella nostra “Casa comune”, essendo finalmente ri-
conosciuti come destinatari primari delle risorse e dei servizi pubblici (quali alloggi popolari, posti negli asilo nido, prestazioni sanitarie gratuite,
pensioni sociali, sussidi pubblici)
• L'immigrazione va regolamentata sulla base delle nostre necessità effettive, degli oneri economici e sociali sostenibili, della condivisione
dei valori assoluti e universali della sacralità della vita, della pari dignità tra uomo e donna, della libera di scelta, del rispetto delle regole della
civile convivenza che si sostanziano di diritti e doveri
Sì! È ora di cambiare!
Partecipa da Protagonista
alla nuova Italia
di valori, regole, bene comune
 di Io amo l'Italia
 4. Lo stipendio alle madri che scelgono di occuparsi a tempo pieno dei figli, della famiglia, della casa
• Io amo l'Italia considera un'emergenza nazionale la crisi demografica e attribuisce la priorità alla promozione della cultura della vita, favorendo
la nascita di più figli italiani, più incentivi alla maternità, più sostegno alla famiglia naturale, più sicurezza lavorativa ai giovani affinché siano
messi nella condizione di poter generare nuova vita
• Al fine di porre un argine all’eccidio-suicidio demografico che ha fatto sprofondare l'Italia agli ultimissimi posti per tasso di natalità nel
mondo, provocando il declino della società autoctona e accelerando il dissolvimento della nostra civiltà, anche in considerazione dell'effettiva
valenza economica del lavoro domestico, Io amo l'Italia riconosce il dovere dello Stato, il diritto delle madri e l'opportunità strategica di cor-
rispondere uno stipendio alle madri che scelgono di occuparsi a tempo pieno dei figli, della famiglia, della casa e in alternativa di concedere
dei sussidi alle madri lavoratrici




  • allChristianMartyrs
    allChristianMartyrs ha pubblicato un commento
    3 ore fa
    [the"little Satan" is: SatanAllah, not Israel ]@Sharia Jihad Abu Antar: liar, fake christian ---You are a secret agent (then: you have an: institutional task: to be carried out), but, also: are segret agent, of satanism international, institutional: CIA, IMF-NWO: 1. IHateNEWLAYOUT (is American Satanist); 2. Neji Jaber: is italian satanist; 3. jjjjjjiiiijjjjjj, is German satanist. just me, i am independent, and do not have a flag to defend.. like you all.. in fact you have fallen into my trap! because this is what, I have been able to show today! the "little Satan" is not Israel! but, is islam, that, king Saudi Arabia, Iran, together with their friends Pharisees: IMF-NWO, have corrupted.. indeed, liar and hypocrite as you are? you make friend with the cannibals: 666, and not with me, because, you are not capable, of being an honest man!
  • allChristianMartyrs
    allChristianMartyrs ha pubblicato un commento
    4 ore fa
    sharia Abu jihad Antar:liar, fake christian --"argument" goes that Islamists ((all religious maniacs)) believe Muhammad: to be a perfect model for behaviour: and: therefore the fact of Muhammad's marriage: to A'isha somehow, proves Islam: to be a depraved religion, into mind of king Saudi Arabia... Marriage to a pre-pubescant: child, with, whom consummation occurs: upon reaching puberty (although Bolivia, sets the age of consent at puberty). --ANSWER --[what else: is weird? The Talmud also: says that you can have sex: with girls as young: as 3 years, if: they are the daughters: of the goyim] AND THIS DOES NOT DO, IN ANY WAY, FOR ME, an MAN anti-Semite OR Islamophobic. BUT, YOU MUSLIM, that, pretending,to be a CHRISTIAN, YOU CAN SPEAK THE ABDUCTION OF CHRISTIAN girls (9-14 years), for to FORCE them, TO MARRIAGE IN MANY ISLAMIC STATES, with the complicity of the police?
  • Abu Antar
    Abu Antar ha pubblicato un commento
    9 ore fa
    Good old Unius ain't a bad guy, he's just terribly confused about some matters.
  • Neji Jaber
    Neji Jaber ha pubblicato un commento
    10 ore fa
    ☭Is Time That Someone Teach Unius Rei A Lesson☭

• Considerando che la promozione della cultura della vita s'ispira alla ragione e al sano amor proprio, Io amo l'Italia è contraria a tutto ciò
che nega la promozione della vita, quale l'aborto, l'eugenetica, l'eutanasia e il matrimonio omosessuale, pur nel rispetto della dignità e libertà
di ciascuna persona
5. La difesa della nostra civiltà laica e liberale dalla minaccia islamica
• Io amo l'Italia riconosce, sostiene ed è orgogliosa della verità storica delle radici giudaico-cristiane che, unitamente all’eredità della filosofia
greca e del diritto romano, al contributo del pensiero illuminista e della cultura umanista, hanno consentito l’affermazione della civiltà laica e
liberale dell’Europa
• Consideriamo una minaccia alla nostra civiltà laica l'avvento al potere di regimi integralisti, estremisti e terroristi islamici sulla sponda me-
ridionale ed orientale del Mediterraneo, in aggiunta alla diffusione del radicalismo islamico nel cuore dell'Europa forte di una fitta rete di
moschee, scuole coraniche, enti assistenziali e finanziari islamici, tribunali che emettono sentenze sulla base della sharia, la legge coranica
• Nel doveroso rispetto, da parte delle autorità politiche, della libertà di coscienza di ciascun individuo, Io amo l'Italia difende il principio di ter-
ritorialità della legge senza concessioni all'ideologia del multiculturalismo e senza deroga alcuna verso atti, usi e costumi degli immigrati e
degli autoctoni convertiti nel nome del rispetto di vere o presunte specificità religiosi o culturali, che devono uniformarsi alla legislazione
vigente italiana al pari degli autoctoni
• In particolare affermiamo il divieto assoluto di legittimare la sharia, la legge coranica, di promuovere e consentire l'applicazione nel territorio
nazionale del diritto islamico in quanto suscettibile di attentare ai valori fondanti dell'Ordinamento italiano, a partire dalla sacralità della vita di
tutti, ai principi della libertà di scelta religiosa e della pari dignità tra l'uomo e la donna di fronte alla legge riconosciuti dalle tradizioni giuridiche
occidentali
 
Lancio un appello a tutti i nostri candidati, agli amici di Io amo l'Italia, agli italiani onesti e liberi: inviate a Rai, Mediaset, Sky, La 7 e alle altre televisioni private questo messaggio:
Da cittadini italiani  rivendichiamo il diritto di essere informati correttamente in merito alle Elezioni nazionali. Vi chiediamo di ottemperare al dovere di farci conoscere il pensiero di tutti i candidati alla guida del Governo per metterci nella condizione di poter operare una scelta ponderata. Denunciamo il boicottaggio mediatico di Magdi Cristiano Allam presidente di Io amo l'Italia e rivendichiamo il suo diritto a partecipare ai confronti con gli altri candidati alla guida del Governo e più in generale a godere della medesima visibilità televisiva accordata a Monti, Berlusconi, Bersani, Grillo e Ingroia. Se non lo farete dimostrerete di non aver ottemperato al diritto-dovere costituzionale di diffondere informazione corretta e vi denunceremo in tutte le sedi per aver ingannato e plagiato i cittadini trasformandovi in strumento di una dittatura mediatica che pratica un lavaggio di cervello per imporre agli italiani i candidati da votare. Gli italiani hanno il diritto di sapere e voi avete il dovere di far conoscere il pensiero di tutti i candidati alla guida del Governo, compreso quello di Magdi Cristiano Allam, affinché ciascun elettore possa liberamente scegliere e decidere per chi votare.
Nome e cognome
Ecco gli indirizzi mail a cui inviare il messaggio:
newsmediaset@mediaset.it info@serviziopubblico.it ottoemezzo@la7.it segreteria@la7.it portaaporta@rai.it unomattina@rai.it ballaro@rai.it vigilanzarai@senato.it segreteria.redazione.mi@adnkronos.com redazione.internet@ansa.it redazione.milano@agi.it tg3lombardia@rai.it tg1.segreteria@rai.it skytg24.redazione@skytv.it

Perché non possiamo non dirci "cristiani"

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Perché non possiamo non dirci "cristiani"
Autore Benedetto Croce
1ª ed. originale 1942
Genere saggio
Sottogenere filosofico
Lingua originale italiano
Perché non possiamo non dirci "cristiani" è un breve saggio scritto da Benedetto Croce nel 1942, nel quale l'autore sostiene che il Cristianesimo ha compiuto una rivoluzione «che operò nel centro dell'anima, nella coscienza morale, e conferendo risalto all'intimo e al proprio di tale coscienza, quasi parve che le acquistasse una nuova virtù, una nuova qualità spirituale, che fino allora era mancata all'umanità» che per merito di quella rivoluzione non può non dirsi "cristiana".
«Gli uomini, gli eroi, i geni» che vissero prima dell'avvento del Cristianesimo «compirono azioni stupende, opere bellissime, e ci trasmisero un ricchissimo tesoro di forme, di pensiero, di esperienze» ma in tutti essi mancava quel valore che oggi è presente in tutti noi e che solo il Cristianesimo ha dato all'uomo.

Indice

Genesi dell'opera


Benedetto Croce
Lo stesso Croce racconta come il 16 agosto del 1942, mentre si trovava in vacanza con la famiglia a Pollone, gli nacque la domanda a cui rispose con questo saggio:
« ...risvegliatomi dopo la mezzanotte, sono andato a letto, ma non ho potuto riaddormentarmi presto, e non ho trovato di meglio da fare che venire meditando sul punto: perché non possiamo non dirci cristiani? La mattina ho tracciato il disegno di un piccolo scritto sull’argomento[1] »
Il 26 agosto dello stesso anno «per scuotere la malinconia ho meditato e scritto il saggio Perché non possiamo non dirci "cristiani", che dovrò qua e là schiarire nel copiarlo».[2] Dopo averlo «copiato e corretto» nella giornata seguente, il 28 viene «riveduto ancora una volta» e «passato a Elena [Croce] per la copia». Il 29 Croce corregge ancora la «copia dattilografata» che sarà infine stampata sulla Critica.[3]
Il 30 agosto Croce scriveva alla sua recente amica, la poetessa Maria Curtopassi, che gli aveva regalato un'edizione del Nuovo Testamento dalla cui lettura era nata la sua riflessione sul Cristianesimo:
« ...ho proseguito, e quasi terminato, in questi giorni il Nuovo Testamento. [...] sono profondamente convinto e persuaso che il pensiero e la civiltà moderna sono cristiani, prosecuzione dell’impulso dato da Gesù e da Paolo. Su di ciò ho scritto una breve nota, di carattere storico, che pubblicherò appena ne avrò lo spazio disponibile. Del resto non sente Ella che in questa terribile guerra mondiale ciò che è in contrasto è una concezione ancora cristiana della vita con un’altra che potrebbe risalire all’età precristiana, e anzi pre-ellenica e pre-orientale, e riattaccare quella anteriore alla civiltà, la barbarica violenza dell’orda?[4] »
L'opera quindi pur essendo stata scritta di getto fu meticolosamente riveduta e corretta, testimonianza questa dell'importanza che Croce attribuiva a questo piccolo scritto a cominciare dal titolo che non a caso segnava tra virgolette il termine "cristiani" volendo indicare un significato diverso da quello comunemente adottato per la parola: fin dall'inizio cioè Croce voleva indicare la particolare prospettiva che assumeva nella sua analisi il fenomeno del cristianesimo.
Il breve testo crociano ebbe subito diffusione e notorietà non a caso in quel periodo in cui la Chiesa cattolica incominciava a rendere esplicito il suo dissenso dal regime fascista[5] il quale reagì con una violenta campagna di stampa che investì anche Croce fatto scherno dal ministro dell'Educazione Nazionale, Giuseppe Bottai che alludeva ironicamente all'operetta crociana con un articolo intitolato Benedetto Croce rincristianito per dispetto[6]

La rivoluzione cristiana

In vero Croce non aveva abbandonato la sua convinzione laica né si schierava a difesa della Chiesa romana ma semplicemente osservava come «con l'appello alla storia non possiamo non riconoscersi e non dirci cristiani». La storia dimostrava cioè che era stato il successo storico del Cristianesimo più che il suo messaggio religioso a imporsi nelle coscienze.[7] Scrive Croce:
« Il Cristianesimo è stato la più grande rivoluzione che l'umanità abbia mai compiuta... »
Volenti o nolenti dunque noi siamo gli eredi di una rivoluzione: termine che non a caso usa Croce volendo significare il carattere dirompente, e costruttivo assieme della rivoluzione cristiana, che storicamente ha operato come tutte le altre rivoluzioni che però «... non sostengono il suo confronto, parendo rispetto a lei particolari e limitate».
Non possono infatti paragonarsi alla rivoluzione culturale cristiana né le «rivoluzioni» antiche, come quella del pensiero in Grecia e del diritto a Roma, né le rivoluzioni moderne che «non si possono pensare senza la rivoluzione cristiana», sono «in relazione di dipendenza da lei».
La rivoluzione cristiana rappresenta infatti un evento unico nella storia dell'umanità perché, a differenza di tutte le altre, essa «operò nel centro dell’anima, nella coscienza morale»; «la sua legge attinse unicamente dalla voce interiore» e «la coscienza morale, all’apparire del cristianesimo, si avvivò, esultò e si travagliò in modi nuovi».
Quella cristiana è stata una rivoluzione «così comprensiva e profonda, così feconda di conseguenze, così inaspettata e irresistibile nel suo attuarsi, che non maraviglia che sia apparso o possa ancora apparire un miracolo, una rivelazione dall'alto, un diretto intervento di Dio nelle cose umane». Ma la rivoluzione cristiana «non fu un miracolo», «perché lo spirito è sempre la pienezza di sé stesso».[8]

I filosofi e il Cristianesimo

Quello Spirito che, presente in tutti i filosofi, dai medievali ai rinascimentali, dagli illuministi francesi ai vari Vico, Kant, Fichte, Hegel, li rese debitori dei valori del cristianesimo ma nello stesso tempo legittimi interpreti di quella religione diffondendone i principi, proprio «questi, e tutti gli altri come essi, che la chiesa di Roma, sollecita (come non poteva non essere) di proteggere il suo istituto e l'assetto che aveva dato ai suoi dommi nel concilio di Trento, doveva di conseguenza sconoscere e perseguitare e, in ultimo, condannare con tutta quanta l'età moderna in un suo sillabo, senza per altro essere in grado di contrapporre alla scienza, alla cultura e alla civiltà moderna del laicato un'altra e sua propria e vigorosa scienza, cultura e civiltà».
Misero in atto e diffusero i valori di quella "rivoluzione cristiana" quei filosofi, pur laici, che la Chiesa cattolica che li condannò non riuscì a propagare perché aveva trasformato quell'innovativo pensiero, che per la sua stessa natura è «sempre un abbozzo a cui in perpetuo sono da aggiungere nuovi tocchi e nuove linee», in un complesso intangibile di dogmi.
Alla Chiesa va riconosciuto comunque il merito di avere eliminato dal pensiero religioso del rapporto tra l'uomo e Dio tutte le incrostazioni mitiche precedenti e di aver elaborato definitive categorie filosofiche nell'ambito di un dibattito sul pensiero cristiano a cui hanno partecipato tutte le filosofie seguenti. Né la Chiesa si sottrasse al suo compito di rendersi universale cercando di far prevalere il pensiero cristiano e di diffonderlo in Europa, pur cadendo essa stessa nel suo corso storico in "errori" da cui seppe però sanarsi e riformarsi.

I meriti del cristianesimo

« E le rivoluzioni e le scoperte che seguirono nei tempi moderni, in quanto non furono particolari e limitate al modo delle loro, ma investirono tutto l'uomo, l'anima stessa dell'uomo, non si possono pensare senza la rivoluzione cristiana... perché l'impulso originario fu e perdura il suo...la ri-voluzione cristiana operò nel centro dell'anima, nella coscienza morale, e conferendo risalto all'intimo e al proprio di tale coscienza, quasi parve che le acquistasse una nuova virtù, una nuova qualità spirituale, che fino allora era mancata all'umanità. »
Al cristianesimo dobbiamo la nuova visione della storia dove l'uomo agisce secondo una nuova morale basata sull'amore «verso tutti gli uomini, senza distinzioni di genti e di classi, di liberi e di schiavi, verso tutte le creature, verso il mondo che è opera di Dio, e Dio che è Dio d'amore», quel Dio che è lo «Spirito»[9] il cui mistero è ancora oggi oggetto dell'indagine dei filosofi la cui passione per la verità ne fa quasi dei martiri perché
« ... il Dio cristiano è ancora il nostro, e le nostre affinate filosofie lo chiamano lo Spirito, che sempre ci supera e sempre è noi stessi; e, se noi non lo adoriamo più come mistero, è perché sappiamo che sempre esso sarà mistero all'occhio della logica astratta e intellettualistica, immeritatamente creduta e dignificata come "logica umana", ma che limpida verità esso è all'occhio della logica concreta, che potrà ben dirsi "divina", intendendola nel senso cristiano come quella alla quale l'uomo di continuo si eleva, e che di continuo congiungendolo a Dio, lo fa veramente uomo. »