Nepal’s transition democracy worries Christians

Catching Our Eye


Myanmar police accused of raping Christian, 15

Two policemen have allegedly raped a 15-year-old girl from Myanmar's Chin state - home to the majority of the country's Christians.
The allegations were made by the girl's father. He filed a report at the local police station stating that two officers had taken her away on a motorbike and raped her after they falsely claimed that she had been called to be with her sister who was ill.
Before the report was submitted the two officers are said to have offered 3,000,000 kyats [about 900 US dollars] to the girl's parents in an attempt to settle the case.
Earlier this year a report by the Kachin Women's Association of Thailand claimed that the military in Myanmar is using rape as a weapon of war. The report said that government forces in Myanmar had destroyed 66 churches in Chin State. Hkanhpa Sadan, the Joint Secretary of the Kachin National Organisation, told a gathering in London in March that the government 'want us to be Burman, to be Budhist and to follow their orders'. The mainly Christian Kachin are seeking autonomy within Myanmar, and say they are attacked for being both separatist and Christian.

No decision on Malay Christian's right to 'Allah'


Malaysia’s (highest) Court of Appeal, which today (23 April) heard an appeal by a Christian for the right to use the word ‘Allah’ for God, has not been able to agree a decision. Its three judges did not give a reason for their delayed judgment.

Jill Ireland’s lawyer argued that she has a right under the Constitution to practise her freedom of religion. She is from Sarawak, East Malaysia which is 42 per cent Christian: in her Malay language, ‘Allah’ has been used by Christians for over 100 years.

Ireland has been fighting the Malay government after it confiscated from her eight CDs in 2008. Last month she won her case against the capital Kuala Lumpur's Islamic Council being allowed to have its say in her case.

It has been going through the courts at the same time as a much more high-profile case over the right of the ‘Herald’ Catholic weekly paper to use the word ‘Allah’ for ‘God’.
However, its editor, Rev. Lawrence Andrew lost a seven-year legal battle on Jan. 21, when the Federal Court finally ruled he can no longer call God ‘Allah’ in his publication. In that ruling, the Federal Court agreed with the government that the use of ‘Allah’ in the Herald would confuse Muslim Malays and therefore adversely promote the Christian faith among them.

Algerian in France 'planned to attack church(es)'

A 24-year-old Algerian, arrested in south-east Paris for possessing handguns, other weapons and bulletproof vests, told police he was planning to attack "one or more churches". 
The French Interior Minister said the information technology student had previously come to the attention of the French authorities as possibly wanting to go to Syria.
Police had made checks on him in 2014 and 2015 without finding anything that would warrant further investigation.



poiché l'Onu non condanna il nazismo della sharia? poi, anche la nostra sorte è stata segnata ] NOI MORIREMO TUTTI! [ Centinaia di corpi decomposti, compresi quelli di donne e bambini, sono stati scoperti da un comitato governativo inviato a Damasak, nello stato nigeriano del Borno, dopo che la città è stata riconquistata dall'esercito. Lo riporta il Daily Trust. Si sospetta che le vittime siano state uccise dai jihadisti Boko Haram.
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Una delle foto diffuse dall'Isis presumibilmente scattate a Roma e Milano e segnalate su Twitter dal Site di Rita Katz © ANSA FOTO. 27 aprile 2015, Notizie Correlate. In Bosnia attacco terroristico al grido 'Allah è grande'. 'Ministro guerra' dell'Isis ucciso in raid Iraq, Isis rapisce e sgozza intera troupe tv, trovati cadaveri in Libia. isis a Roma e a Milano. "Siamo nelle vostre strade". Circolano da ieri sul web foto con messaggi minacciosi a firma Islamic State sullo sfondo di alcuni luoghi-simbolo italiani, a Roma e Milano. "Pura propaganda, è jhihad della parola", dice all'ANSA una fonte dei servizi di sicurezza, secondo cui cui non ci sono "nuovi concreti elementi di allarme" e la vigilanza "è sempre massima". Le foto - alcune delle quali pubblicate dal quotidiano Il Tempo - circolano su account Twitter di sostenitori dell'Isis, riferisce la direttrice del Site Rita Katz, che le ha rilanciate sul proprio profilo.
 Un account, in particolare, quello di un tunisino fanatico del Califfato, la cui reale pericolosità è al vaglio dell'antiterrorismo. "Siamo nelle vostre strade. Siamo ovunque. Stiamo localizzando gli obiettivi, in attesa dell'ora X": questi i messaggi, scritti a penna su dei foglietti in italiano, arabo e francese e tenuti in mano probabilmente dalla stessa persona che scatta la foto. Sullo sfondo diversi scorci, dal Colosseo, al Duomo e alla stazione di Milano. Immortalati anche mezzi della Polizia di Stato e della Polizia locale, sempre del capoluogo lombardo, fermate della metropolitana, tratti autostradali (la Milano-Venezia, uscite di Dalmine e Trezzano sull'Adda) e bandiere dell'Expo. Sui foglietti anche una sorta di logo del Califfato. In un caso, sotto alla scritta Islamic State in Rome, appare anche la "firma": Omar Moktar. E' questo il nome di un leader di Al Qaida, ma Omar al-Muktar è pure il "Leone del Deserto", il famoso eroe nazionale libico che condusse negli anni 20 la guerriglia anticoloniale contro gli italiani. Molti si ricordano quando Gheddafi, nel giugno 2009, arrivò in Italia mettendo in bella mostra sulla sua divisa proprio la foto di Al-Muktar, simbolo della resistenza libica impiccato dagli invasori italiani.
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poiché l'Onu non condanna il nazismo della sharia? poi, anche la nostra sorte è stata segnata ] NOI MORIREMO TUTTI! [ è INDISPENSABILE  pretendere dalla LEGA ArABA il concetto della reciprocità! ] RENZI è un illuso, è proprio ONU il progetto di islamizzazione del mondo [ Vertice Ban-Renzi sull'emergenza immigrazione, punto su misure
Renzi: 'Per fermare trafficanti contiamo su sostegno Onu'
Immigrazione: Frontex, aumenteremo sforzi per prevenire tragedie. MA, NOI SIAMO IN PIENA TRAGEDIA: FINANZIARIA, MORALE, SPIRITUALE.. siamo messi in piedi soltanto dalla ipocrisia.. questa è una civiltà morente, che crolla e che non può opporre nessuna resistenza alla bomba demografica che lo Islam rappresenta!
 leader della Lega Nord Matteo Salvini sull'immigrazione. "Con gli immigrati - ha detto a 'Radio Padania' - "è in corso un'operazione di sostituzione etnica coordinata dall'Europa". Secondo l'esponente del Carroccio ci sono "padani discriminati, vittime di pulizia etnica, di sostituzione di popoli".
Il segretario della Lega ha chiamato in diretta il numero antidiscriminazioni del Governo: "Ci stanno chiamando tanti pensionati italiani che si ritengono discriminati perché le Prefetture non mettono loro a disposizione gli alberghi dati a richiedenti asilo, possiamo dare il vostro numero?".
Poco prima sul suo profilo Facebook aveva fatto sapere che la Lega sta preparando un esposto contro il governo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. "L'Isis sta organizzando lo sbarco di 200.000 immigrati. Renzi e Alfano collaborano, mettendo a disposizione navi e alberghi. E la Lega presenta un esposto per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina: i confini vanno difesi!".
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fratellanza universale insieme alle 12 tribù di Israele, amore giustizia verità, uguali diritti ed uguali doveri per tutti  ] OVVIAMENTE io credo nel multiculturalismo e nella integrazione, ma, è la LEGA ARABA shariah, SENZA RECIPROCITà, che non ci crede, che ci trascinerà nella guerra mondiale, e che ci ucciderà TUTTI, perché, ONU ha tradito tutti i suoi diritti umani universali
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27.04.2015. Bechara Rai: La buia notte d'oriente e le sentinelle dell'aurora
Il patriarca maronita è in questi giorni in Francia: oggi incontrerà Hollande.
Reduce dalla canonizzazione di 1,5 milioni di martiri a Etchmiadzin e dalla commemorazione ufficiale a Erevan del centenario dell’inizio del genocidio degli armeni (dove ha rappresentato i patriarchi d’Oriente), il cardinale Béchara Raï è per alcuni giorni ( fino a martedì 28 aprile) sulle rive della Senna. Oggi incontrerà tra gli altri François Hollande, presidente di quella Francia che storicamente si è posta come ‘protettrice’ del Libano. Con lui parlerà sia del perdurante disaccordo sull’elezione del nuovo presidente libanese (che dev’essere secondo il “Patto nazionale” un cristiano maronita) sia della situazione dei cristiani - specie in quella Siria di cui si è voluta distruggere scelleratamente l’unità nel pluralismo delle etnie e delle fedi - e in genere dei milioni di rifugiati causati dalle guerre tanto dissennate quanto sanguinose che scuotono la regione mediorientale.

Sabato 25 aprile invece il patriarca Raï è stato in visita all’Unesco, dove ha pronunciato un discorso molto lucido, vigoroso e nel contempo accorato sulla “presenza cristiana nel Medio Oriente e sul suo ruolo nel promuovere la pace”.  Dapprima ha incontrato il direttore generale dell’agenzia onusiana per l’educazione, la scienza e la cultura Irina Bokova, che ha salutato osservando come “la cultura divenga sempre più un’arma di guerra, in nome di un’interpretazione deviata della religione”; con lei ha anche evidenziato come tra i problemi più urgenti del Libano (su quattro milioni di abitanti, due milioni di rifugiati) ci sia quello di far sì che ”i profughi possano ritornare degnamente alle loro terre”.

Davanti all’assemblea il patriarca ha poi svolto un intervento (molti i richiami storici e quelli riguardanti le istituzioni educative e sociali delle Chiese d’Oriente) protrattosi per circa mezz’ora e che nell’ultima parte si è trasformato in un vero e proprio appello veemente. “Bisogna smetterla di sostenere i belligeranti con armi e denaro e di proteggere politicamente loro e le organizzazioni terroristiche”, ha detto Béchara Raï, rilevando che oggi “solo nel Libano i cristiani hanno una presenza politica rispettata in patria e nel mondo arabo”. Del resto proprio “il Libano, grazie alla sua cultura conviviale, resta la sola speranza per la convivenza tra cristiani, musulmani e altri”.

Ha poi proseguito il patriarca maronita, riferendosi alla condizione drammatica dei cristiani in Medio Oriente: “Questa situazione non troverà soluzione se non con la solidarietà della comunità internazionale e con i suoi interventi incisivi per fermare le guerre e per imporre il ritorno degli sfollati nei loro Paesi ma in modo tale che essi possano recuperare i loro beni e i loro diritti”. Con voce incrinata Béchara Raï ha poi affermato davanti all’assemblea: “Io sono venuto qui per dar voce a chi la voce è stata rubata, sono venuto qui per attestare le sofferenze di milioni di rifugiati, di sfollati, di bambini, di anziani, di donne e di uomini cui si sono rubati la propria patria, i propri beni e si è distrutto l’avvenire. Sono venuto qui per testimoniare davanti a voi l’immenso e indicibile dolore di chi è stato perseguitato per la sua fede, di chi si è insultata l’identità in nome di un Dio, ragione invocata da assassini implacabili. Sono venuto qui per sostenere gridando la causa di coloro che attendono la fine della notte e che sperano la loro salvezza da una comunità internazionale che purtroppo tarda a porre fine all’azione di morte di omicidi senza fede e senza frontiere”.

Perciò, prima di congedarsi con un richiamo accorato a “Cristo, principe della pace”, il patriarca Raï ha di nuovo scosso visibilmente l’assemblea: “Dal cuore della notte che ci copre, con le tenebre che ci avvolgono, lancio un appello angosciato a tutte le sentinelle dell’aurora d’Oriente come d’Occidente, d’Europa, del mondo arabo e del mondo intero, della Cristianità come dell’Islam, perché ci aiutino a suscitare la speranza e a confortare popoli abbandonati, sconvolti, perseguitati nella loro tenace volontà di non rassegnarsi alla sventura”.
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28.04.2015. "Sono cristiano e perseguitato". E i jihadisti ottengono il pass per l’Italia
L'inchiesta della Procura di Cagliari, dopo l'arresto di nove persone colluse con l'Isis.
Così i jihadisti riescono ad avere il pass per lavorare in Italia e coltivare intanto i loro piani terroristici. È questo il quadro che emerge dall'inchiesta della procura di Cagliari che ha portato all'arresto di nove persone con l'accusa di terrorismo islamico (Il Giornale, 27 aprile).
FINTA VITTIMA DEI TALEBANI
Tra questi qualcuno aveva lo status di rifugiato. Come nel caso di Yahia Ben Ridi, arrivato in Italia per gestire i proventi derivati dal traffico degli immigrati per conto di Al Qaeda. Ridi ha ottenuto il permesso di soggiorno spacciandosi per una vittima delle persecuzioni dei talebani di cui invece era un "collaboratore".
IN ITALIA PER "MOTIVI UMANITARI"
Caso diverso invece per Alì Zuliqar, cugino di Sultan Wali Khan capo della cellula di Olbia. Quando arriva al centro d'accoglienza di Lecce, si legge sempre su Il Giornale, contatta nuovamente il cugino che lo mette in contatto con un uomo dell'organizzazione in Puglia. È questo gancio che gli consiglia di farsi passare per un cristiano perseguitato dai musulmani: l'operazione riesce e nel 2011 Zuliqfar chiede e ottiene un permesso per motivi umanitari. Insomma per restare in Italia e prosperare tra le cellule del terrore basta dichiararsi cristiano.
FINANZIAMENTO A JIHAD E TERRORISTI
Quello che emerge è un altro drammatico aspetto della vicenda relativa alla cellula islamica in Sardegna. Già su Il Sole 24 Ore (25 aprile) era stato ricostruito come il finanziamento al terrorismo internazionale passasse dall’Italia proprio attraverso la cellula di Olbia. Tutto girava attorno al «sistema di trasferimento internazionale di valuta detto Hawala». Attraverso codici segreti le somme erano depositate in vari stati d’Europa e prelevate direttamente in Pakistan. In apparenza si trattava di contributi per missioni umanitarie ma in realtà servivano a foraggiare la guerra del terrore di matrice fondamentalista.
"MOVIMENTI DI MILIARDI"
Il quadro probatorio emerso dall’inchiesta della Procura della Repubblica di Cagliari risulta ben saldo e basato su accurate indagini dell’Antiterrorismo della polizia di Stato. Gli investigatori della Digos hanno ricostruito ogni singolo movimento finanziario della «cellula» radicata a Olbia, nel Nord della Sardegna. Il «grande capo», Wali Khan - «amico del fondatore di Al Qaeda, Bin Laden» - era riuscito a fare «movimenti per miliardi».
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21.04.2015. L'ISIS distrugge la voce del campo profughi di Yarmouk
Brucia gli strumenti del pianista Ayham al-Ahmad, ma lui continua a suonare sui tetti.
La lotta senza quartiere dell'ISIS a ogni espressione culturale continua. Dopo la distruzione di preziosissimi siti archeologici, è la volta degli strumenti musicali, e a farne le spese è stato Ayham al-Ahmad, il pianista che allietava la vita ormai quasi allo stremo del campo profughi siriano di Yarmouk.
Il weekend scorso, infatti, i militanti dello Stato Islamico hanno dato alle fiamme il pianoforte di Ayham, che tuttavia non si è perso d'animo e continua a suonare sui tetti delle case distrutte.
Ayham suonava non potendo sopportare che “le uniche note udibili a Yarmouk, periferia sud di Damasco, fossero quelle dei bombardamenti aerei e delle raffiche dei fucili automatici” (Huffington Post, 19 aprile).
Il campo di Yarmouk è da oltre un anno assediato dalle truppe del regime siriano dopo l'ingresso dei miliziani jihadisti, che da due settimane ne controllano una parte. Quando l'ISIS è entrato in forze nel campo tre settimane fa, Ayham e gli altri 15.000 civili rimasti a Yarmouk potevano solo sperare di sopravvivere.
Con la sua musica, Ayham, ultimo membro della Yarmouk Youth Band a vivere ancora nel campo, dava voce alla sofferenza dei residenti di Yarmouk. Fonti locali hanno rivelato che venerdì il musicista palestinese avevano cercato con alcuni amici di spostare alcuni dei suoi strumenti fuori dal campo per portarli in una vicina città siriana perché correvano il rischio di essere distrutti dai bombardamenti dell'eseRcito siriano (LiveLeak, 20 aprile).
Ora è l'ennesimo esempio di precarietà e di vita sospesa tra le macerie:  Mentre cercavano di uscire dal campo, Ayham e i suoi amici hanno raggiunto un posto di blocco presidiato dagli islamisti, apparentemente di Jabhat al-Nusra, con un camion che conteneva gli strumenti. Dopo un interrogatorio sul contenuto del camion, gli islamisti lo hanno cosparso di benzina e hanno bruciato gli strumenti, che valevano circa due milioni di libbre siriane, poco meno di 25.000 euro.
“La musica è proibita, ma quello che ci fanno no”, hanno commentato le fonti locali.
Quando Ayham e i suoi amici sono tornati, hanno riferito fonti di Yarmouk, hanno chiuso il negozio di musica del ragazzo per paura che diventasse bersaglio di attacchi.
“La situazione sta iniziando a terrorizzarci”, hanno affermato le fonti, aggiungendo che vogliono tuttavia continuare a suonare “per far sì che i militanti islamici non portino via la voce del campo. Combatteremo per usare la musica per diffondere la parola della sofferenza nel campo”.
L'episodio è stato riportato dai media all'interno del campo e da quelli affiliati all'opposizione siriana, ma non ha potuto essere verificato in modo indipendente.
Un sito dell'opposizione siriana ha affermato che i criminali dietro l'incendio degli strumenti sono membri del campo che si sono uniti allo Stato Islamico. Una fonte locale ha riferito che due mesi fa uomini di al-Nusra avevano avvertito il gruppo musicale di non suonare in strada, dicendo che la prossima volta non avrebbero dimostrato alcuna pietà.
Ayham, nato e cresciuto nel campo di Yarmouk, ha iniziato a suonare il pianoforte a cinque anni.
In un'intervista dello scorso anno, aveva raccontato “il silenzio e l'assenza di vita” di Yarmouk, situato 8 chilometri a sud di Damasco, denunciando “epidemie che si diffondono e assenza di acqua, cibo, medicinali ed elettricità” (Now, 1° agosto 2014), per non parlare degli attacchi delle forze del regime, dei raid aerei, degli ingenti bombardamenti su edifici civili e del fatto che medici e operatori sanitari venivano presi di mira.
Per Philip Luther, direttore del programma per il Medio Oriente e l'Africa del Nord di Amnesty International, le truppe siriane stanno riducendo alla fame i civili come arma di guerra. In una dichiarazione del marzo 2014, ha dichiarato che “gli atroci resoconti di famiglie che devono ricorrere a mangiare cani e gatti e di civili attaccati dai cecchini mentre vanno in cercadi cibo sono diventati dettagli fin troppo familiari della storia dell'orrore che si è materializzata a Yarmouk”.
In questa situazione a dir poco drammatica, Ayham aveva spostato il proprio pianoforte in strada “per ridare un po' di speranza al campo”.Prima che l'ISIS gli bruciasse il pianoforte, con il suo strumento era un'oasi di normalità in un campo devastato ma Ayham non si arrende.
sources: ALETEIA
http://www.aleteia.org/it/dal-mondo/articolo/isis-distrugge-voce-campo-profughi-yarmouk-pianista-video-5886907162558464
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non possiamo negare che è con metodi brutali, che la LEGA ARABA shariah ha fatto il genocidio dei popoli precedenti! .. e i suoi complici: ONU SPA FMI BCE FED, NATO, UE, USA, Bildenberg, Banca Mondiale, Talmud, OCI e tutti i suoi componenti, stanno per pagare i loro crimini certamente!
LA SHARIA SE LI MANGIA, MATTATOIO PER CANNIBALI ISLAMICI [ VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI, scene destabilizzanti, lo spettatore si assume ogni responsabilità per questa visione, si! ci sono cadaveri che divengono, in una macelleria organizzata, il cibo il nutrimento dello ISIS shariah ] http://intermatrix.blogspot.it/2014/08/scoperti-veri-mattatoi-islamici-per.html

fratellanza universale insieme alle 12 tribù di Israele, amore giustizia verità, uguali diritti ed uguali doveri per tutti ] OVVIAMENTE io credo nel multiculturalismo e nella integrazione, ma, è la LEGA ARABA shariah, SENZA RECIPROCITà, che non ci crede, che ci trascinerà nella guerra mondiale, e che ci ucciderà TUTTI, perché, ONU ha tradito tutti i suoi diritti umani universali
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circa il DONBASS, NON HA PIù NESSUN SIGNIFICATO PER STATO DI POLIZIA: NATO CIA BILDENBERG REGIME MASSONICO, CHE IL POPOLO SI SIA ESPRESSO IN MODO COSTITUZIONALE E PLEBISCITARIO! ... VANNO CAPITI SENZA GUERRA? POI, ADDIO SOLDI FINANZIAMENTI USA UE!